Piccole Donne Crescono

..quando gli anni che hai sono troppi o troppo pochi..
lunedì, 16 novembre 2009

Via.

(Mi sa che dovrei chiuderlo davvero questo blog!).
Sono strani i miei giorni da disoccupata, sono strane le mie sensazioni e c'è un'immensa voglia di volare via, come quando avevo 16 anni: sfrutto ogni occasione utile per andarmene, per sfuggire da qui.
C'è stato un periodo in cui ripetevo che se hai problemi con te stessa, non è scappando che si risolvono: siamo sereni quando stiamo bene ovunque. Bene, io non ho problemi con me stessa, ma penso che sia giusto fare un salto, sfidarsi e vedere dove posso arrivare. Ho voglia di volare via: che ci sia nebbia o mare aldilà, poco importa.
Ma resterò qui, già lo so. Anche se stavolta, mando lettere che potrebbero essere importanti e le mando davvero, in attesa che sia qualcun altro a darmi la giusta spinta.
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categorie: avere ventanni
venerdì, 31 luglio 2009

Brenda Walsh bionda sconvolse il mio infantile immaginario modo degli adulti.

Trascino un blog agonizzante che non ho il coraggio di chiudere, mentre la mia vita si srotola come quella di una Brenda Walsh qualunque (che -ricordo ai non appassionati del genere- si fece bionda per piacere all'inutile Dylan Mackey), che a me Kelly Taylor non mi è mai piaciuta, nemmeno quando ne hanno fatto un'icona di bontà (che poi è inutile dire, era proprio una stronza!).
Trasudo, l'unica gioia dell'ufficio è l'aria condizionata che -nonostante emetta Co2 a palla- permette di sopravvivere ai 40° esterni: faccio le 7, in quelle quattro mura, ma almeno non mi si scioglie la faccia.
Son soddisfazioni del cazzo, lo so.
Macino libri, riuscendo quasi a battere il mio personale record, ma è difficile che mi appassioni profondamente, come quando ero più piccola e Alex, Aidi, Lola, Emma, le quattro sorelle March (via... tre e mezzo!), Arturo (Bandini, non quello de "L'isola di"!)Tomàs e Tereza erano modelli reali più che personaggi.
É che l'estate così, quando tutti sono in ferie, m'indispone ecco.
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categorie: in giro per il mondo, polemicando online, chi non lavora non fa allammòre
martedì, 09 giugno 2009

Ritorno

Sono tornata in Italia, giusto in tempo per esercitare il diritto di voto, per fare una triste croce su due schede e sentirmi amareggiata.
Sono tornata lasciandomi alle spalle un sole caldo, un sacco di visi divertenti, di persone piacevoli, di tapas e di bicchieri di vino e ritrovandomi di fronte alla mia vita abbandonata per sei giorni.
Sono tornata per capire che non vale la pena vivermi, che non sarò mai valevole del rischio di un salto nel vuoto.
Perchè al di là delle tante parole più o meno belle, il punto è questo.
E come dare torto?!
Sono quella sembre sbagliata, spesso sguaiata, con i capelli che non reggono la piega, che ha il pigiama con gli orsetti e fuma di prima mattina, che non brilla mai per eccesso di intelligenza (e nemmno per nessun altro eccesso positivo), che riesce solo ad essere acida per mascherare debolezze e fragilità e che si addormenta troppo tardi e si sveglia troppo presto.
No, non ne vale la pena.
Io sarei la prima a scappare, se potessi.
Quindi resta solo da mordersi il labbro inferiore, di mantenere un minimo di lucidità per sembrare quella di sempre e di aspettare che lentamente tutto questo passi.
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categorie: avere ventanni, insormontabile stupidità
giovedì, 04 giugno 2009

Alice in Sevilla

Sevilla è quello che ci vuole, nella mia vita, adesso.
E' pranzare alle tre del pomeriggio, in otto, parlando spagnolo italiano e francese contemporaneamente, mangiando la torta al limone preparata dalla vicina di casa francese.
E' prendere la bici a noleggio a mezzanotte e bere due ciupitos a base di rum e miele, in un locale gay, sperando che il bel barista sia quantomeno bisessuale!
E' cercare di inventare una nuova idea di business, camminando per i negozi con il nuovo imbucato, sognando di andare a vivere ai caraibi.
E' vivere dentro L'appartamento spagnolo, con i post-it scritti in tante lingue diverse e gli appunti di medicina appesi anche in bagno.
E' vedere il labirinto de L'Alcàzar e buttarcisi dentro, convinta di ricordare la strada fatta, salvo poi perdersi, novella Alice (come dice anche il test di FacciaLibro, ndV), senza nemmeno uno stregatto a farmi compagnia.
E' perdersi cercando Plaza de Toros e chiedere indicazioni, quando l'arena ce l'avevo praticamente di fronte e seguire la visita guidata del museo in spagnolo, constatando che a me fa più pena il toro, che il torero.
Ciabatto nei sandali nuovi, mi accoccolo nel divano e scopro angoli così belli che mi fanno dimenticare ogni pippa mentale.
Domani metterò i piedi nell'oceano, a cavallo fra Europa e Africa, e sarà un po' come vivere geograficamente quello che sto vivendo dentro: sensazione di essere in mezzo, senza ancora aver capito a quale lato della costa voglio tendere.
Tutto quello che mi ha sempre spaventato, che mi ha sempre bloccato, d'un tratto non è più un limite, ma uno stimolo: scopro quotidianamente una persona diversa, una persona che mai avrei creduto di poter diventare ma che mi affascina tanto.
Vale!
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categorie: in giro per il mondo, sevilla
mercoledì, 03 giugno 2009

Sevilla

Essere a Siviglia, dopo due giorni di viaggio, dopo aver fatto un'immensa figuraccia col mio vicino di posto in aereo (non ci provo, ma ho paura, ti prego stringimi la mano), dopo aver non dormito una notte, è una splendida scoperta.
Una meraviglia di colori, di costruzioni, di calore umano percepibile: voglio stordirmi con tutto ciò (oltre che con tutto l'alcol circolante).
E sono da Momo, quindi doppiamente felice.
Vorrei sognare di non tornare...
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categorie: in giro per il mondo, sevilla
mercoledì, 06 maggio 2009

Un anno.

É passato un anno, un anno da quella limpida mattinata in cui una telefonata ha irrimediabilmente cambiato la vita, la stessa che tu avevi perso.
Ti sento dentro, ogni singolo giorno, ma oggi... oggi è diverso, oggi rivivo come in un lunghissimo flashback, ogni respiro di quel 6 maggio 2008. Oggi mi vengono in mente tanti aneddoti, dei momenti stupidamente divertenti, come quando mi chiamavi "Big-Bory", perchè Lorenzo era "little", quindi io avevo di diritto il titolo di "big".
Tutto questo, caro Cecco, è per dire che mi manchi ancora tanto, che manchi a tutti, che a volte trovo Lorenzo che piange, in camera e riesce appena a dirmi fra i singhiozzi "è che mi manca" e io, con le lacrime a mia volta, non so mai cosa dirgli.
Beh, Cecco, dovunque tu sia, sono sicura che hai trovato risposta a tutte le tue domande e che ci guardi ancora tutti e, probabilmente, ridi con noi.
Buon strada fratellino...
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lunedì, 04 maggio 2009

"Sincerità", ma anche "semplicità"!

Ci son giornate così, un po' folli, che mi riempiono il cuore: di quella follia che ho sempre avuto, che la gente riscopre e dice non sapevo che fossi così.
Ci sono giornate in giro per Citerna, borgo in Valtiberina incantevole, a bere estathè, serate etiliche, serate sotto una pioggia scrosciante, giornate perse a divorare un libro quantomeno stimolante: tutte con la mia faccia da spiaggia, vanitosa e buffa, che alla fine se la prende comoda ascoltando musica.
C'è una bozza di mail, sul pc dell'ufficio, che è la cosa più disarmante che abbia mai scritto e ci sono i gossip da commentare con le colleghe.
Mi faccio forgiare dal vento, aspettando un qualcosa di etereo, un qualcosa che solo uno scrittore giapponese potrebbe descrivere.
Certe cose sono scivolate via, in silenzio, e anche se talvolta ancora ci penso non riesco a sentirmi triste, forse solo un tantino malinconica.
Vivo un non luogo in un non tempo.
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categorie: avere ventanni
martedì, 21 aprile 2009

Ringraziamenti

Oggi sono 25, la curva dei venti comincia la lunga discesa che la porterà ad un nuovo decennio.
Grazie alla famigghia, alle amiche storiche, alle amiche scout, agli amici scout (differenziazione voluta: con le prime mi distruggo dalle pippe mentali, con i secondi cazzeggio senza fine), ai colleghi e all'i-pod che mi hanno regalato, al dirimpettaio d'ufficio così carino, ai mici sempre i coppia, al parentado che si è ricordato, a FB grazie al quale ho avuto auguri da chi non vedo da decenni, ai treni dei miei 24 anni, ai lavori fatti, all'indimenticabile giorno in cui sono stata proclamata "dottore" e a quello in cui sono entrata per la prima volta in un ufficio mio, alle serate di scazzo, a quelle senza un perchè, a Lost, al film di SATC, alla canzone di Amy Mc Donald che mi si è tatuata nel cervello, al coraggio di tagliare drasticamente i miei lunghi capelli che erano il mio orgoglio, al bancomat artistico, ai caffè bevuti in tante situazioni, alla polmonite presa in seguito al S. Giorgio, ai concerti, ai viaggi, alle paure, ai film catastrofici che guardo solo io, al vestito grigio del Lumerimonio, alla colazione al bar Cini, alle incazzature, ai messaggi senza risposta e ai messaggi con risposta, alle scarpe rosse e ai sandali da diva, al bauletto Gucci, all'apatia, al lucidalabbra H&M, al thè alla menta, al Cosmopolitan e a Cosmopolitan (il mensile), alle torte al cioccolato, a "Donne Innamorate" e "La solitudine dei numeri primi", alle lacrime versate, alle mattine che non trovo la forza per alzarmi dal letto, all'Ikea, all'agenda con le scrpine da punta in copertina, a "Mi ricordi il mare", alla cena al cinese, alla serata della pizza a monastero, a chi non sa riconoscere uno sguardo pulito, a quei giorni di maggio che non rivivrei mai e a te Cecco, alle All Star che voglio comprare... e a te, che non sei più nella mia vita, ma che comunque hai significato tanto e mi hai portata fino a qua.
Grazie.
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categorie: avere ventanni, sex and the city, insormontabile stupidità, amiche storiche, scouticando
martedì, 14 aprile 2009

This is the life!

É stato un fine settimana degno della mia nuova adolescenza: io, la pigra fra le pigre, ho trovato il tempo per comprare un delizioso abitino anni 60, fare una passeggiata con ciukino, andare da un concerto, andare alla messa di Pasqua, andare a bere qualcosa con tutta la banda, fare le 4 am nel cinquino original, partecipare al pranzone del parentado, fare 200 km tra Umbria e Toscana, farsi regalare uno stupido braccialetto della fortuna, ascoltare Wannabe in versione punk, mandare un sms e addormentarsi aspettando la risposta, fare la scampagnata fuori porta, mangiare il primo gelato vero di stagione, farsi cogliere dal mal di testa giusto prima dell'aperitivo per l'irrisoria quantità di ore dormite, fare l'aperitivo fra i soliti cazzoni, cantare una vecchia canzone degli 883 praticamente in faccia al cameriere astioso, ricordare i vecchi tempi, andare a letto stanchissima ma inebriata da tutto.
Mi vengono in mente millemila canzoni che potrebbe fare da colonna sonora ad ogni mezz'ora trascorsa, realizzo di aver vissuto un attimo perfetto, accasciata nela sedile posteriore della matiz azzurra, guardando la faccia della Sbiobbina, con gli altri buffoni e di aver avuto le lacrime agli occhi, dal ridere alle tre del mattino, per strda cantavamo le canzoni più idiote della storia.
In compenso, le occhiaie mi perseguitano (basta vedere le foto su FB, per aver paura!) e stamattina sono arrivata al lavoro con un'irriverente mezz'ora di ritardo (è che faccio gli incubi e quindi non sento la sveglia...).
É che la mia adolescenza non prevederebbe mattinate in ufficio, ecco.
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domenica, 05 aprile 2009

Changeling

Torno ad esser grafomane, quando ormai impazza FB e tutti diventano telegrafici e parlano di se stessi in terza persona.
É che scrivere è terapeutico, quasi quanto il tasto repeat del mio lettore mp3. Ascolto ossessivamente due canzoni, scrivo nell'agenda ogni cosa che mi colpisce, appunto frasi di libri e canzoni in post it colorati che appiccico ai bordi del pc dell'ufficio, canto mentre cammino, cerco di capire se sto facendo passi avanti, oppure.
Vivo sensazioni contrastanti e ieri per la prima volta mi sono incrinata, come un bicchiere che passa dal troppo caldo al troppo freddo: sulle parole morbide di Daniele Silvestri, mi sono accucciata e ho lasciato fluire tutto quello che avevo rinchiuso dentro un cassetto della mia mente. Senza disperazione, senza panico, ho assistito ad una me stessa che doveva solo buttare fuori l'angoscia dovuta a tutto l'intangibile mondo sconosciuto che ho intorno.
Lo strano è che guardo con distacco certi miei atteggiamenti che prima mi agomentavano: li sento arrivare, li lascio fluire, non mi chiedo "perchè?" e imparo ad ascoltare il rumore del mio respiro, a volte ritmato, a volte ansioso.
Negli ultimi 12 mesi ho imparato a convivere con i momenti di transizione: la sensazione destabilizzante è stata rimpiazzata dal gusto di stare immobile mentre tutto si muove, ondeggiando appena, in attesa di regolare il passo con la strada che si è preparata.
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categorie: avere ventanni
sabato, 04 aprile 2009

Introspezione freudiana

Eccola lì, la piccola Viola quattordicenne: porta i capelli corti, come Natalie Imbruglia impone, ha quasi finito il primo anno di ginnasio, nella smemoranda ha scritto il nome di quel rappresentante d'istituto che sembra così grande, porta quelle magliette della Onyx orribili che nemmeno riempie e ha mille sogni.
Sogna il grande amore, sogna di diventare archeologa, sogna di essere più carina e di non essere il pagliaccio della situzione, sogna di somigliare un po' a quei ragazzi dell'ultimo anno così adulti ai suoi occhi ancora infantili.
Immagino di incontrarla, di poterci parlare e di tranquillizzarla un po', che alcune cose arriveranno da sè, altre non arriveranno mai, ma sarà bello lo stesso.
No, non diventerai archeologa. E non perchè ti mancassero le capacità, ma perchè, quando era l'ora di scegliere l'università, eri in fase di realismo puro e hai cambiato idea all'improvviso.
No, non storcere il naso così! Frequenterai Economia (sì, farai pace anche con la matematica!) ti laurerai un giorno di fine aprile sotto un diluvio incessante, ma sarai davvero felice, quel giorno, anche se avrai barattato il tuo voto in cambio di molti pomeriggi di cazzeggio su una terrazza fiorentina.
T'innamorerai, non temere, e non una volta sola. Crederai che il mondo crolli, alla prima delusione, ma ripartirai e succederà ancora e ancora. Imparerai ad addormentarti con feroci mal di testa, a svegliarti leggera, e a regalare sorrisi solo per avere qualche conferma.
Ti ritroverai a condurre una vita adulta prima di molti tuoi amici, ad andare in ufficio ogni mattina con i tacchi alti, a ricevere fax che hanno scritto, nell'intestazione, "dr. Viola", e per contrapporti a tutto ciò t'inventerai un'adolescenza di ritorno.
Tante cose che ora ti fanno incazzare come una biscia, diverrano sempre meno importanti e, alla fine, non ci farai più caso. Ma ce ne saranno altre, che ti faranno innervosire, ma a stento, scoprirai una cosa chiamata "autocontrollo". Non sarai paracula, ma maturerai...
Avrai i capelli lunghi (ma li taglierai, stanca di tutto, capelli compresi), un bauletto Gucci e un pacchetto di camel dentro e, certe mattine, ti sentirai fantastica solo perchè c'è il sole e il tizio con la bici ti saluta. Altre sarai insoddisfatta cronicamente, ma così come hai sempre fatto, starai ben attenta a farlo vedere: solo in pochi sapranno di quei momenti grigi.
Altre cose resteranno così come lo conosci tu: non sarai mai "l'interessante del gruppo", ma piuttosto il pagliaccio collettivo, ma questo non sarà più un problema. E con quel rappresentante d'istituto, ci chiacchiererai tranquillamente, bevendo una bicchiere di vino senza diventare color melanzana!
Spero di non averti delusa.

Ecco, la vedo con quello sguardo tipico quando cerca di capire se le raccontano una stronzata oppure no. Poi, si allontana, rimettendosi l'invicta blu sulle spalle.
Spero di non averla delusa sul serio.
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categorie: avere ventanni, insormontabile stupidità
mercoledì, 25 marzo 2009

Canzoni, auto, jeans!

Ci sono canzoni che sembrano la mia vita. All together now dei Beatles, ad esempio: loro sono nel pieno del trionfo, prendono in mano una chitarra (plausibilmente sotto l'effetto di qualsivogli bendidio) e cantano una canzone dell'asilo. Come se Vasco cantasse Ambarabàcciccoccò, ad esempio.
Ecco, io nel pieno delle mie facoltà mentali (nemmeno la scusante degli stupefacenti!), ho praticamente fatto la stessa cosa: senza chitarra, senza canzone dell'asilo (sono stonata, non lo dimentichiamo) ma la catarsi è la stessa.
Ma il punto è che a me All together now, mi piace! Tradotto, sguazzo nella mia lucida follia, cosciente.

Ci sono modelli di automobili che costellano i miei fallimenti, o quanto meno le mie delusioni, sentimentali.
Ogni uomo (ho scritto uomo, non ragazzino. Quindi i sedicenni non li conto!) con cui sono stata aveva una macchina. La costante sta nel modello (o al limite nel colore) posseduto: stamattina, in autobus, facevo una stima e ho elaborato "k". Se ne deduce che la varianza di me stessa tende a 0.

Ci sono jeans che rappresentano epoche.
Non è un caso che abbia ancora nell'armadio quelli del liceo, quelli che portavo i primi anni di università e quelli che avevo a Parigi.
All'acquisto di un paio di jeans-colpo-di-fulmine (leggesi quelli che noti subito, che nel camerino preghi che ti stiano bene e che porti a casa soddisfattissima, nemmeno fossero oro!), consegue la messa in pensione dei precedenti e l'involontaria, ma inarrestabile, svolta che prenderà la mia vita.

Sono in evoluzione, credo di poter riassumere tutto il post così.
E, alla fine, non è così male.
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categorie: avere ventanni
mercoledì, 11 febbraio 2009

Più o meno come fa un piccione - Post in tema vagamente Sanremese

C'era chi rimase colpito dalla canzone di Povia, quella del piccione.
C'era chi non capiva.
C'è chi oggi capisce di più, e condivide un pensiero ormai sbadito.
C'era Parigi, i caffè, il fumare dentro i locali, la biblioteca, l'esame di sociologia e quant'altro.
C'eravamo noi.
Il piccione c'è ancora e, ad oggi, significa più di qualche anno fa.
Ma sarà possibile che Povia faccia venire i dubbi esistenziali?
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venerdì, 02 gennaio 2009

2009

Ho cominciato l'anno con una cena immensa a casa mia con tutti gli amiscout, vincendo tutti gli spiccioli sul tavolo, pescando "il lattante" dal mazzo del mercante in fiera, addormentandomi abbracciata a Fra mentre guardavamo Fantaghirò, prendendomi un giorno di ferie.
Del duemilaotto che se n'è andato conservo ricordi stridenti, felicissimi e disperati: sarei dovuta andare a portare un fiore, per dirgli che non mi sono dimenticata e ogni volta che tuo fratello chiama mi fa sobbalzare.
Poi, certo, c'è stata Torino, la tesi, la laurea, la serata in cui sei uscita stratruccata e la mattina dopo sono arrivate le calle, il pensolarismo di ritorno, il LavoroQuelloVero, il Garda, i libri, il film di Sex and the City, Ferrara, Firenze, le serate scout (degne di nota: quelle che poi ti sei presa la polmonite, quella con il cous-cous e quella in cui abbiamo fatto la pizza), le serate con le amiche, Fra... Fra.
In ufficio ho appeso il calendario nuovo, pensando che già cinque mesi (di tredici) se ne sono andati e che ada agosto, quando svuoterò il mio cassetto, non sarò triste per l'imminente disoccupazione ma per tutte le stronzate, le risate, le confidenze in pausa pranzo, che sono diventate routine.
Il duemilanove si prospetta l'anno della stabilità, a fronte delle rivoluzioni appena finite e, oggi, quasi me ne dispiaccio.
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categorie: avere ventanni, sex and the city, scouticando, chi non lavora non fa allammòre
martedì, 09 dicembre 2008

Cos'è il contrario di una definizione?

Avvolta nella vestaglia di pile rosa, con i calzini di Gatto Silvestro, mi riavvicino in punta di piedi al mio blog rosa confetto, abbandonato da due mesi.
Non ho più i capelli lunghi e non vanto più un colore naturale, non più studentessa, non più fumatrice, non più nemica dei tacchi alti, non più totalmente vittima della mia vita, mi guardo intorno alla ricerca della nuova me.
Posso fare l'elenco di ciò che non sono, di ciò che mi manca della mia vita passata (nell'ordine: i pomeriggi senza far nulla aggiornando il blog, i pranzi all'unifi, le timberland compagne di mille avventure, i libri, la sensazione che Natale stia arrivando...) ma nemmeno più questo m'appartiene.
Piagnucolare, dicendo quanto fosse bellobello tutto il "prima" non m'appartiene più: semplicemente, ad un certo punto, si svolta, si cresce, e gli scenari sono irrimediabilmente diversi: è solamente troppo presto, per poterli definire familiari.
La nuova me è come quella vecchia, solo che cerca di diventare saggia e quando esce dall'ufficio alle 19 e non s'accende la sigaretta, gode del gelo argentato di dicembre.
M'incazzo sempre, quello sì, ma troppo spesso sono triste (alla fine) invece che soddisfatta: segno che qualcosa si sta muovendo.
E io con quel qualcosa, in mezzo al carrozzone!
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categorie: avere ventanni
lunedì, 06 ottobre 2008

Dedicato a chi...

Dedicato a chi non sa, ma pensa di sapere.
Dedicato a chi crede alla scienza infusa.
Dedicato a chi si pone inutili domande retoriche.
Dedicato alle persone dalla mente schematica, priva della follia che rende vivi.
A voi, solo per voi, ecco qua un post per mettere in ridicolo la vosta insulsa aria supponente, priva di basi e di idee, frutto solo di diagrammi di flusso dove a è uguale a b, o diverso da b. Perchè non riuscirete mai ad immaginare che a possa essere simile a b: nè diverso, nè uguale.
Ecco, chiedetevi se qualcosa possa uscire dalle vostre gabbie mentali e provate a vivere come persone dotate di senso critico, di pensiero indipendente, gettando via quella mediocrità che vi rende così grigi e insopportabilmente felici nella vostra nicchia di mondo, nelle vostre vite organizzate ma prive di tutte quelle sensazioni che fanno di una giornata uguale a mille altre, un giornata grandiosa.
E, mentre leggete smettete pure di ingabbiare me nei vostri asettici ragionamenti, che a sbagliare sono bravissima da me e non mi servono aiuti dal pubblico (non pagante).
Ecco, è per voi.
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categorie: politically uncorrect, polemicando online
domenica, 14 settembre 2008

Risposte

C'è una domanda di quelle che detesto che, se mi fosse fatta oggi, riceverebbe in risposta solo un sospiro e un mezzo sorriso, di quelli che si fanno per malcelare l'imbarazzo.
La domanda in questione è "sei dove vorresti essere?".
In realtà, no.
No, perchè ho vissuto l'estate-meno estate della mia vita, senza un giorno di vacanza, senza la sensazione di leggerezza sulla pelle, senza una stupida canzone dell'estate.
No, perchè tutti partono, tutti si muono tutti anelano ai grandi spazi e se, non li vuoi, sembri valere meno di zero. Solo perchè sei una persona che si affeziona anche agli acari della polvere, che ama partire perchè sa di poter tornare, allora sei uno schifo.
No, perchè io il mio cambiamento lo sto vivendo nel quotidiano, ma nessuno sembra accorgersene. Sentirsi chiamare Dr.ssa Viola e dover avere quel ruolo quando dentro ti senti ancora 15 anni, è difficile. Ma nessuno se ne accorge.
No, perchè mi sento sola. Ho bisogno di essere capita, di volare via, di ridere di gusto ma, ormai, la maggior parte delle persone ha già impostato il modo di relazionarsi con me e non riesce a vedere oltre, a capire che sono stanca di tutto e che ho davvero bisogno di respirare aria nuova.
No, perchè non vorrei più dover chiedere. Vorrei che, semplicemente, qualcuno si accorgesse.
No, perchè mi sento in rincorsa di qualcosa che non so nemmeno io, perchè partecipo ad una stupida gara ma non so nè dov'è il traguardo, nè se ne vale davvero la pena. Quando sussurro che vorrei scendere e fregarmene, di solito ho di risposta occhi sgranati e frasi che con me non c'incastrano nulla.
No, perchè i miei sogni non s'avvereranno mai, mentre tutti, in questo momento, sono lì a godere dei propri, finalmente tangibili.
Quindi no, non sono dove vorrei essere, sono da qualche parte senza una direzione e senza senso dell'orientamento. Vorrei poter dire che mi fermerò per un po', ma è una bugia.
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categorie: avere ventanni
mercoledì, 20 agosto 2008

Agosto, blog non ti conosco!

Riuscire ad aggiornare il blog e, al contempo, lavorare e avere del tempo libero è un'impresa ardua.
Tanto per la cronaca, il lavoro da bancaria va bene: ho imparato a camminare sui tacchi per otto ore filate (se qualcuno m'avesse detto che mi sarei vestita da "dottoressa" cinque mesi fa, gli avrei riso in faccia!), m'hanno dato dei manualoni di normativa da studiare e, per adesso, tutti mi coccolano. Ho addirittura dei fiammanti biglietti da visita, che ho prontamente scaraventato dentro il cassetto dell'ufficio, non sapendo di cosa farmene.
Al di là di ciò, ho trascorso il finesettimana di ferragosto nell'unico posto d'Italia dove non pioveva, cioè a Gardaland con Fra e gli amiscout.
Ora però di nuovo lavoro, in attesa del matrimonio del secolo e del'arrivo della nuova bimba... (non è mio nè l'uno, nè l'altra!): tante novità belle tutte insieme!
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categorie: in giro per il mondo, insormontabile stupidità, chi non lavora non fa allammòre
giovedì, 07 agosto 2008

Il toro odia cambiare

Come tutte le persone del toro, anche io detesto i cambiamenti: mi destabilizzano.
Ho cambiato lavoro: in mezz'ora mi sono licenziata da Findomestic (ebbene sì, mi ero venduta ad una finanziaria!) dopo una chiamata da un banca locale e lunedì mi accingo al nuovo lavoro, con un fiammante contratto di 12 mesi.
Sto cambiando me stessa, ma l'impresa è ardua.
Ho bisogno di un mondo che m'appartenga ma non ho nulla di simile, nemmeno all'orizzonte.
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categorie: avere ventanni, chi non lavora non fa allammòre
domenica, 27 luglio 2008

Sindrome del "dopo"!

Scrivo in una di quelle serate che cominciano in maniera maliconica e non potrebbero finire in maniera diversa,mentre una voce saudente s'insinua suadente nei miei pensieri e mi culla, come se nulla fosse per sempre.
Nemmeno questa condizione d'incertezza mischiata alla malinconia e alla determinazione che mi ha portato qua.
Penso alla serata delirante di ieri, di come sia stata sincera mentre ero appoggiata alla pancia di chi dice che ormai me la tiro e non mi faccio più vedere. Come sempre certi momenti sono i più veri, quelli che non cambierei per nulla al mondo, e quelle risate... beh, quelle risate sono sospese ed eternamente belle e perfette.
Citerna è un bel posto. Se vi capita di passarci, fermatevi. Qualcuno si ricorderà ancora di noi sei.
Mi piacciono certe amicizie, fondate sulla condivisione e forse sono andata a letto troppo presto.
Le stelle, l'esselunga, i tuoni, la candela, i massaggi e, in mezzo, tutto quello che non posso (e non potrò mai) spiegare con le parole,perchè sono rapporti cresciuti con le azioni e con il fare: le parole li ridurrebbero e li rinchiuderebbero in qualche inutile stereotipo.
Adesso in una casa vuota, ripenso (come un'immancabile rito del dopo) a quanto sia bello e a come, d'altro canto, certe esperienze abbiano segnato tutti.
Ma, nonostante tutto, resta meraviglioso.
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lunedì, 30 giugno 2008

La Dr.ssa Viola è stanca di fare la donna in carriera...

Non sono morta, ma il viaggio giornaliero Arezzo-Osmannoro non aiuta.
Il lavoro è faticoso ma lo stipendio da Dio.
Urgono cqapi d'abbigliamento da donnina che lavora in ufficio e con i saldi farò incetta.
Voglio il mare ma fino al trenta settembre non se ne parla, se non per qualche pallido fine settimana.
FATICA!
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categorie: chi non lavora non fa allammòre
lunedì, 16 giugno 2008

Il primo giorno non si scorda mai.

Il primo giorno di lavoro è andato: ho firmato il contratto per una nota azienda fiorentina e ho conosciuto i nuovi colleghi che, come me, avranno il privilegio di lavorare quando tutta Italia è in ferie.
Inutile specificare che ho avuto la particolare fortuna di iniziare a lavorare il giorno in cui Trenitalia ha deciso di scioperare, facendo sì che il mio viaggio di ritorno fosse a bordo di un carro bestiame, invece che su di un treno.
Ora che l'ansia del primo giorno è passata, resta solo la stanchezza acuta.
postato da: Viola84 alle ore 20:03 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: chi non lavora non fa allammòre
martedì, 10 giugno 2008

Per un colloquio che si supera, ce n'è un altro che viene.

Ho un lavoro, retribuito, con "regolare" contratto a tempo determinato, con i buoni pasto, un compenso decente e apposito corso di formazione: peccato che si tratti di fare la stronza.
Ho anche superato un altro colloquio per un posto più stimolante e con contratto a tempo determinato (of course) ma decisamente più lungo, peccato mi aspettino altri 2 step di selezione per sapere se avrò anche questo posto oppure no.
Diciamo che non è male per una che si è laureata senza lode e senza infamia un mese e mezzo fa.
Decisamente peggio quest'Italia europea che ha preso una scuffiata clamorosa dall'Olanda, anche se l'atmosfera patriottica con pizza e patatine è stata assai piacevole.
E dunque, inauguro una nuova tag, da donna in carriera quale sono.
Ossignore!
postato da: Viola84 alle ore 17:13 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: chi non lavora non fa allammòre
mercoledì, 28 maggio 2008

Ballare il Limbo!

Ho difficoltà a scrivere e si nota.
É che è un periodo di forti cambiamenti: curricula in giro per l'Italia, colloqui, problemi veri e quant'altro.
Sto cercando una dimensione mia, una modalità che mi si confaccia e tutto il resto lo lascio indietro: ciò che è importante, riuscirà a seguirmi comunque.
In più il caldo mi sfianca.
Ma poi ci sono quei momenti bellissimi, sul divano con Fra a fare i versi mentre arrivano due amiscout: tutte le fisime del giorno s'annullano ed è come se il mio posto l'avessi già trovato.
Un girno questo limbo finirà (spero) e mi mancherà da morire.
postato da: Viola84 alle ore 12:08 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: avere ventanni, insormontabile stupidità
venerdì, 16 maggio 2008

Let the Sunshine!

Mi muovo lenta, ancora immersa nel torpore, nel malessere, nella malinconia, ma almeno ho ricominciato: un passo dopo l'altro, respirare inspirare, un sorriso timido, le scale che sono sempre una sicurezza, la tanto citata "strada".
Riavvia il sistema.
Certe cose restano, a volte mi blocco e divento intrattabile e arrabbiata, ma ormai ho deciso di ripartire. A tratti, mi tornano in mente pezzi di vita e, scacciando la tristezza, penso a quanto siano stati belli in senso assoluto.
Walk!
postato da: Viola84 alle ore 13:28 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: avere ventanni, scouticando
venerdì, 09 maggio 2008

Buona strada, fratellino!

...Non è strada di chi parte
e già vuole arrivare
non la strada dei sicuri
dei sicuri di riuscire
non è fatta per chi è fermo
per chi non vuol cambiare:
è la strada di chi parte
ed arriva per partire.
postato da: Viola84 alle ore 09:45 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie:
martedì, 06 maggio 2008

Fanculo.

Oggi se n'è andato un amico, forse il più caro per mio fratello, per una stronzata.
Oggi è una giornata di merda.
Sospendo le trasmissioni.
postato da: Viola84 alle ore 19:14 | link | commenti | commenti
categorie: avere ventanni
giovedì, 01 maggio 2008

Ma sono ancora studentessa o, finalmente, disoccupata?!

Guardo su RaiTre il concerto del primo maggio e tendo a sentirmi disoccupata (mandare curricula è diventato il mio hobby preferito!) e a temere la precarietà che proverò sulla mia pelle, nonostante il nuovo libretto universitario stia arrivando.
C'è Federico Zampaglione che suona "La descrizione di un attimo" e mi perdo in una serie di pensieri, di storie, di ricordi tutti miei: correva l'anno 2002 (quanto mi piaceva quell'anno palindromo!) e c'era la marcia della pace, c'era una bandiera che mi legava a Momo e c'era l'ex storico.
Poi mi sfioro il collo e sento la catenina e ritorna la sensazione di disoccupazione, disperdendo il resto.
Al di là di ciò, c'ho una tosse da una settimana che sembra che abbia la tisi e hanno operato Fra, che va avanti ad antidolorifici e mi fa fare l'infermierina.
Bella la vita da dottoressa, eh?
postato da: Viola84 alle ore 19:04 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: politically uncorrect, avere ventanni, insormontabile stupidità
mercoledì, 23 aprile 2008

...La dichiaro Dottore in Economia Aziendale...

Ebbene sì, mi sono laureata.
Io, scettica fra gli scettici, non c'ho creduto fino all'ultimo, quando il presidente di commissione mi ha dichiarata dottore e ho firmato l'apposito verbale, fra gli applausi generali.
Ovviamente, come tradizione vuole, la sfiga l'ha fatta da padrona: oltre ad esser piovuto come Dio comandava, la commissione ha fatto quasi due ore di ritardo rendendo laureandi e parentadi ancor più sclerotici.
Inutile raccontare l'ansia e la gioia di vedere le persone a me più care tutte lì, sotto il diluvio universale a sostenermi.
Bellissima la sensazione post-proclamazione, i cori, i brindisi, la corona d'alloro, i fiori, i sorrisi, le foto, i parenti commossi.
E quindi, con un pomposo titolo di studio accademico, mi avvio verso la disoccupazione e verso l'ultimo (se Dio vuole) ciclo di studi, prima di fare un gran falò e bruciare tutto.
Son felice, felicerrima.
E ringrazio tutti quelli che c'erano, che hanno aspettato le ore con me, che mi hanno abbracciato dopo e tutti coloro che non erano con me fisicamente ma che si sono fatti sentire, ed è stato come se.
Grazie a tutti, davvero.
lunedì, 21 aprile 2008

Twenty Four

E siamo a quota 24.
Ho cercato di ricordarmi dove avrei voluto essere, a quest'età, ma non sono riuscita a scoprirlo. Mi sono dunque detta che va bene così, dovunue volessi essere, non poteva essere molto lontano da dove mi trovo perchè mi piace alla follia.
Ovviamente sono concentrata su domani.
Niente tulipani, quest'anno, ma più stabilità e la proiezione (mica quella della Ipsos!) di un futuro che è quasi arrivato.
I ringraziamenti dovuti sono sempre i soliti: famiglia, amiche (Momo il messaggio era meraviglioso!), scout e ovviamente Fra.
Per le gioie e le sdolcinatezze si rimanda tutto a domani, quando avrò un nuovo -benedetto- titolo accademico.
postato da: Viola84 alle ore 10:40 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: avere ventanni

Chi sono

Utente: Viola84
24 anni ancora per poco. In bilico, fra tacchi alti e le timberland di sempre. Logorroica in maniera proverbiale. In perenne paranoia, al limite della follia, con sbalzi d'umore annessi e connessi. Per parlare con l'operatrice: elisetta84@gmail.com

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